Ugo Baudino: diciannove anni, partigiano
Ugo Baudino, classe 1924 «arrestato dai Tedeschi, tradotto in carcere e fucilato per rappresaglia a Giaveno il 26 maggio 1944». L’esecuzione avvenne alle ore 13,40 in piazza
Molines. Con Ugo Baudino furono fucilati anche altri partigiani delle formazioni della Val Sangone. Nell’atto di morte datato 26 luglio 1945 si specifica che era un «partigiano
dell’età di anni 19, contadino, residente a Piossasco e nato a Piossasco da Cesare, contadino, e da Giorda Angela, casalinga, celibe».
Remo Baudino e l’eccidio di Cefalonia
Remo Baudino, di Cesare, classe 1921, militare di stanza a Cefalonia (Grecia), fu vittima dell’eccidio attuato dai reparti tedeschi contro i soldati italiani dopo l’annuncio (8 settembre ’43) dell’armistizio di Cassibile che sanciva la cessazione delle ostilità tra l’Italia e gli Angloamericani.
La guarnigione italiana, di stanza nell’isola di Cefalonia nello Jonio, dopo l’8 settembre si oppose all’ordine tedesco di consegnare le armi, combattendo sul campo per vari giorni con
pesanti perdite fino alla resa incondizionata, alla quale fecero seguito massacri e rappresaglie dei tedeschi.
Le stime parlano di 2500 soldati uccisi fra combattimenti e fucilazioni dirette. Successivamente circa 1350 soldati morirono nell’affondamento di navi che li deportavano, colpite da mine o aerei. Molti sopravvissuti furono deportati nei campi di prigionia.
Dell’alpino Remo Baudino non esiste a Piossasco l’atto di morte e dai ruoli matricolari risulta «irreperibile», mentre dalla schedina anagrafica è stato eliminato dal registro nel 1952 perché «disperso in guerra». Come luogo e data di morte è stato indicato «il fronte jugoslavo» e non Cefalonia e la data è quella simbolica dell’8 settembre 1943.
Per i soldati deceduti in combattimento, i cui corpi non erano stati ritrovati, non esiste l’atto di morte, stilato solo se i famigliari chiedevano attraverso il Tribunale la dichiarazione di morte presunta.
L’intitolazione della piazza a Piossasco
Quella che adesso a Piossasco si chiama “Piazza Fratelli Baudino”, nel periodo fascista si chiamava Piazza Italo Balbo, quadrumviro della marcia su Roma, cioè uno dei quattro gerarchi che organizzarono la marcia. In seguito fu comandante generale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale e sottosegretario all’economia nazionale. Nel 1929 fu nominato ministro dell’Aeronautica e nel 1934 divenne governatore della Libia. Morì nel 1940 durante un volo, abbattuto per errore dalla contraerea italiana.
Dopo la Liberazione la piazza fu dedicata ai Fratelli Baudino, Ugo e Remo.
La tramvia
Qui c’era anche la Stazione del trenino che portava a Torino. L’edificio fu poi, in periodo fascista, convertito nella Casa del fascio e Dopolavoro. E qui accompagnò Mario Davide, rischiando la vita, la sua fidanzata Vincenzina il 17 settembre 1943. A fianco dell’edificio sorgeva un capannone industriale dove l’ing. Zorzoli installò la sua officina, la SAMT (lavorazioni meccaniche), che divenne proprietà del cav. Manzone e nel dopoguerra assunse il nome di FRAP, che fu una delle ditte più importanti della zona, collegata all’indotto dell’auto e dove lavorarono quasi tutti i giovani apprendisti di Piossasco.
L’ing. Zorzoli finanziò la costruzione del Viale della Rimembranza che sorgeva al posto delle case popolari (Programma Fanfani) e che furono costruite negli anni ’50. Da allora il viale della Rimembranza fu spostato davanti al cimitero, dove attualmente si trova.

I fratelli Baudino




