Sono nata all’inizio di aprile 1942, in piena guerra.
Questo episodio, pur essendo piccolissima, è un ricordo “mio”, come un flash. Durante uno degli ultimi bombardamenti, verso la fine di aprile 1945, dietro la frazione Milone sono cadute delle bombe nei prati (fin verso la fine degli anni 50 cresceva una strana erbaccia ed il terreno era come un acquitrino).
Il suono delle sirene per me era un incubo. I miei raccontavano che mi irrigidivo ed urlavo. Solo la nonna riusciva a calmarmi. Per questo motivo quando scoppiarono le bombe a Milone (in linea d’aria 300/400 metri) io ero in braccio alla nonna che essendo quindi più lenta non riuscì a raggiungere in tempo il rifugio di Fiora Costantino (un patriota) in via Marchile Cappella dove si radunava la gente del Marchile. Mio padre, mia madre e le mie due sorelle (14 e 10 anni) riuscirono ad entrare in tempo, invece io e la nonna rimanemmo fuori. Ricordo non tanto il rumore ma “una luce accecante”. La nonna, poverina, è stata poi aspramente rimbrottata.
Il rifugio venne demolito negli anni ’50 per la costruzione di nuove case.
Riporto ora alcuni ricordi e racconti di mio padre, mia madre, mia nonna e le mie sorelle che non ci sono più.
I tedeschi sovente venivano a farci visita. Con il mitra ispezionavano le nostre povere stanze, la cantina, la tettoia (alle volte anche il solaio). Infuriati per non aver trovato nulla se la prendevano con le galline che razzolavano in cortile ed intimavano alla nonna di dare “ova, ova”. Poi le bevevano e buttavano i gusci sui piedi della nonna.
Quando suonavano gli allarmi di notte si spegneva il piccolo lume. Se eravamo a cena si copriva la polenta e fuori nel buio totale (in inverno con tanta neve) si raggiungeva il rifugio.
Un giorno le mie sorelle trovarono un pezzo di seta nel prato vicino a casa nostra (proveniente da un paracadute) e bisticciarono tra loro su chi toccasse quel tesoro per potersi cucire una camicetta.
Ho ancora tenuto i fiocchi rosa confezionati dalle donne del partito nazionale fascista- fascio femminile di Piossasco – per la nascita di mia sorella Giorgina (Angiolina di secondo nome come compare sul fiocco) nel 1935 e per la mia nascita nel 1942, con la dedica “Adora Dio, onora la Nazione, ama la famiglia, cresci bimbo d’Italia, sereno, sano come il Duce vuole nel nome della Patria che ti benedice”!!!!
Mio padre lavorava alla Satti. In occasione di un Natale (1937? 1938?) nel pacco dono per la mia sorella maggiore (nata nel 1931) c’era una bambolina vestita da Piccola italiana. Ci ho poi giocato anche io nella mia infanzia ed è stata l’unica bambola che ho avuto.
Negli anni successivi alla guerra mio padre parlando e ricordando alcuni episodi, faceva riferimento ad alcune persone che conoscevamo distinguendo se era stato un “ardito” oppure un partigiano.
Purtroppo le mie sorelle non ci sono più. Loro avrebbero avuto più ricordi. La maggiore comunque, parlando di una maestra delle scuole elementari, ancora pochi anni fa la chiamava “la fascista”!
Conservo ancora i libri delle scuole elementari del periodo fascista delle mie sorelle. Sempre le mie sorelle raccontavano che avevano giocato con bambini sfollati da Torino.






